La presentazione del rapporto con il direttore della Caritas di Faenza, don Marco Ferrini

Sono alloggi, lavoro, emergenza Ucraina e giovani. Venerdì sera alle 20.30 la presentazione alla Sala Fellini di Faenza

Il titolo del Rapporto Caritas Povertà e Risorse è La relazione, chiave di volta del costruire. Nei vari capitoli presenti all’interno del Rapporto la relazione è infatti sempre centrale. Noi stessi, come uomini planetari, realizziamo la nostra identità solo in un rapporto con gli altri e con il creato. La sensazione comune a più volontari è che, mentre il mondo si stravolge, noi ritroviamo la nostra essenza solo confrontandoci con l’altro. Quindi Caritas diventa luogo e momento di relazioni che nutre soprattutto l’anima. Per questo, la preparazione del Dossier Caritas senza la collaborazione di Damiano Cavina, scomparso prematuramente, è stata sofferta, tronca, come il corpo senza una parte. Sentimenti che si toccano con mano nei ricordi di Damiano presenti nel dossier, prima dei vari approfondimenti

Oltra all’emergenza lavoro e casa, si evidenzia anche la fragilità maggiore di anziani e giovani che sono rivolti al futuro con un senso di insicurezza. Eppure ‘i primi apportano la saggezza dell’esperienza; i secondi ci aprono al futuro, impedendo di chiuderci in noi stessi’ (Papa Francesco)

I 4 temi emersi dal Rapporto 2021

Alloggi. Si segnala la difficoltà per molte persone di reperire un alloggio, anche se in possesso di un contratto di lavoro. Ci si attiva principalmente sulla mediazione con i proprietari e con il sostegno nel pagamento di affitti e bollette. Si segue un’ottica di breve periodo, dettata dall’emergenza, che rischia di cadere nell’assistenzialismo deleterio. Invece sarebbe auspicabile un approccio più progettuale, di sostegno alla persona a 360 gradi. Segnaliamo anche una sproporzione tra il reddito medio e le cauzioni a garanzia richieste dai proprietari.

Il 21% delle persone incontrate al Centro di Ascolto diocesano non ha un posto stabile dove riposare, da definire casa sua.

Lavoro. Una persona su quattro che si rivolge al Centro di Ascolto Diocesano ha un’attività lavorativa. Il 2% dichiarare di lavorare in nero, ma ipotizziamo che il numero sia maggiore. Continuiamo a incontrare persone che vivono forme di lavoro grigio e che l’accettano come fosse la normalità. Altre stanno lavorando con part- time involontario.

Il 52% delle persone incontrate al Centro di Ascolto diocesano sono disoccupate. Di queste, più della metà sono donne. A cui vanno ad aggiungersi quelle nella categoria ‘casalinga’, che sono il 7%.

Accoglienza Ucraina. Da marzo 2022 Faenza sta ospitando molte persone che sono state costrette a fuggire. Le forme di accoglienza sono le più svariate. Nel dossier c’è la testimonianza di una ragazza che ha ospitato a casa sua una mamma con la sua bimba. Nel nostro territorio le ospitalità messe a disposizione dalla Diocesi sono state coordinate da Don Marco Ferrini, direttore Caritas. Le accoglienze più numerose sono presso il monastero di Santa Chiara, che è arrivato ad ospitare fino a 29 persone, ad oggi 25, e Villa Bersana, che ad oggi ospita 21 persone. Anche le accoglienze parrocchiali sono state fondamentali per fronteggiare l’emergenza ucraina, in particolare le parrocchie di Sant’Antonino, Santa Maria Maddalena, Paradiso, Marzeno, Basiago, Pieve Ponte, San Potito hanno aperto le loro porte ai profughi ucraini.

Giovani. L’ufficio Educazione alla Mondialità è quell’area della Caritas Diocesana che si interfaccia maggiormente con i giovani attraverso proposte formative nelle scuole e nelle parrocchie, attraverso momenti aggregativi e di sensibilizzazione sul territorio e attraverso un loro coinvolgimento attivo con diverse proposte di volontariato. Ormai da tempo è fondamentale la collaborazione con le altre Pastorali, in particolare quella Giovanile e Vocazionale, e la collaborazione con altri enti sul territorio, in primis il Centro per le Famiglie dell’Unione della Romagna Faentina e l’Agesci.

Già da diverso tempo ci si sta interrogando sullo stile e sulle modalità attraverso cui deve avvenire il coinvolgimento dei più giovani e, ormai da un anno a questa parte anche Caritas Faenza-Modigliana, come tante altre diocesi, sta cercando di conoscere e far suo il paradigma che è alla base della rete nazionale Young Caritas. Una rete che vuole portare un cambio di mentalità, che richiede coraggio prima di tutto negli adulti per sperimentarsi insieme ai giovani nel dono di sé e nel segno della carità offrendo loro spazi di protagonismo, creatività e innovazione.

Sono tanti i canali attraverso cui i giovani arrivano a conoscere Caritas nelle sue diverse sfaccettature: da Gennaio 2022 abbiamo accolto 47 giovani di 5 Istituti Scolastici differenti attraverso l’alternanza scuola-lavoro, 10 Scout hanno svolto il loro anno di servizio al Centro di Ascolto o sui progetti di Farsi Prossimo; 4 giovani ancora sono arrivati attraverso il progetto “Lavori in Unione”. Durante l’estate, inoltre, si è svolto un corso videomaker che ha coinvolto altri 27 nuovi giovani.

Tutte queste sono occasioni preziose dove i giovani possono fare esperienza del dono di sé, ma sono anche occasioni di incontro e di relazione per gli operatori e i volontari, con un target di età che non è più così scontato e semplice incontrare nelle Parrocchie, in Chiesa o nelle iniziative diocesane. Occorre quindi fare tesoro di questi incontri: mettersi al loro fianco come guide, accompagnarli nel percorso, lasciando però il giusto spazio anche alla trasformazione e al cambiamento.

Durante la serata di presentazione verranno proiettati i video realizzati da 27 giovani che, durante l’estate hanno partecipato al corso Video maker: un corso gratuito per ragazzi dai 14 ai 19 anni, organizzato da Farsi Prossimo, grazie alla partecipazione al bando di Caritas Italiana intitolato “Tutti per uno, uno per tutti” finanziato dalla Banca Gruppo Cassa Centrale.

Il corso ha permesso ai ragazzi di conoscere le basi della fotografia, le tecniche di ripresa con cellulare, effettuare prove pratiche di ripresa sul campo su progetti sociali, avere formazione sull’utilizzo di Adobe Premiere e infine l’iniziazione al montaggio.

Con la produzione finale di 4 video:

  1. Terra Condivisa: Progetto di agricoltura sociale, realizzato dalla Farsi Prossimo ODV. Si coltivano ortaggi  e frutta che poi vengono venduti al dettaglio preso il Centro di Ascolti diocesano, presso alcune parrocchie e a domicilio. Le eccedenze vengono donate al Centro di Ascolto. Farsi prossimo è in rete con altre realtà del territorio.
  2. Dress Again: Progetto che vuole dare una seconda opportunità ad abiti usati ma soprattutto a donne che sono in una situazione di difficoltà economica e sociale. La sede si trova in corso Garibaldi 28/A. Farsi prossimo è in rete con altre realtà del territorio.
  3. Emergenza Ucraina: v. sopra
  4. Centro di Ascolto: intervista ai volontari e visione dei vari spazi

Dati Caritas:

1.475 persone incontrate di cui il 67% incontrate dalle Caritas parrocchiali. Alcune persone possono essersi recate in più luoghi ma stiamo cercando di fare rete per evitare un puro assistenzialismo.

Caritas Parrocchiali

25 Caritas parrocchiali coinvolte. 990 persone incontrate. Il 35% sono italiani, a seguire Marocco, Albania, Nigeria e Senegal. Età media 48 anni. Il 65% sono donne, il 68% vive in famiglia e il 64% vive con i propri figli.

Dati Centro di Ascolto diocesano:

485 persone incontrate: 52% donne e 48% uomini. Il 28% si è presentato per la prima volta nel 2021. L’8% ha più di 65 anni.

Bisogni principali: 28% economici, 24% occupazionali e 13% abitativi.

Il 26% sono italiani. Le principali nazioni sono: Italia, Marocco, Nigeria , Albania e Senegal. Il 15% delle persone incontrate non è in regola con i documenti di soggiorno.

Il 24% delle persone che si sono rivolta al Centro di Ascolto hanno un’occupazione.

Il 53% è in affitto (42% da privati e 11% da enti pubblici), il 21% vive in casa abbandonata, auto o domicilio di fortuna.

Servizi principali forniti:

I dati sono inferiori al 2020 ma superiori al periodo precedente al Covid

Spesa: 1.905 (consegnata al Centro e se necessario a domicilio).

Mensa: 9.343, con anche possibilità di take-away (30 pasti al giorno)

Alloggio: 3.003 dormitorio maschile, 586 accoglienza femminile e 843 seconda accoglienza (12 letti occupati a notte)

I volontari coinvolti nei vari servizi sono 150.