Morto venerdì 2 febbraio, per molto tempo è stato funzionario dell’associazione di categoria, realizzando anche il progetto della costruzione e del trasferimento della sede di Faenza

Venerdì 2 febbraio, all’età di ottantuno anni, è scomparso Francesco Marchi, per anni funzionario di Confesercenti che, in una nota, ha espresso cordoglio alla famiglia di Marchi, stringendosi a lei e ricordandolo con stima e con affetto.

Dal 1978, lavorò nella vecchia sede dell’associazione di Faenza, diventando segretario di zona e realizzando, poi, il progetto della costruzione e del trasferimento in quella che, oggi, è la sede faentina della Confesercenti. Marchi, in seguito, è rimasto in carica fino al 1988, venendo colpito, nel 1984, da ictus. Con volontà e con determinazione, prosegue la nota, però, continuò l’attività di funzionario e, dopo un’esperienza temporanea alla direzione regionale della Confesercenti di Bologna, ritornò all’associazione provinciale di Ravenna fino al 1994, anno in cui si dimise per motivi di salute, con vari incarichi di direzione.

Francesco, continua la nota dell’associazione di categoria, ha sempre creduto nel suo lavoro di rappresentanza del piccolo commercio e nel ruolo di un’associazione aggregativa, orientata alle persone e alla costante condivisione. Ben voluto e stimato dalle altre associazioni di categoria e dalle amministrazioni pubbliche, ha saputo far crescere e rendere partecipata la Confesercenti di Faenza che, sotto la sua guida, ha raggiunto notevoli livelli di crescita.

L’impegno di Marchi, aggiunge la nota, era noto anche a livello nazionale come camperista per i viaggi dell’amicizia e della solidarietà. Portava aiuti e consolidava relazioni di gemellaggio nelle terre dell’oriente, tra cui la Cina e l’ex Unione Sovietica, guidando carovane di decine di camper. Nel 2010, si è impegnato nella ricerca e nel ritrovamento di decine di piastrine militari dei ragazzi dispersi nelle campagne di Russia durante la Seconda guerra mondiale, restituite alle famiglie dei caduti nelle cerimonie civili nella sua Castel Bolognese. Infine, iscritto all’ordine dei giornalisti, alla “Fsi”, la “Federazione stampa italiana”, e alla “Fis”, la “Federazione internazionale della stampa”, è stato anche corrispondente locale de L’Unità e ha collaborato con diverse riviste dedicate all’aria aperta e al camperismo, conclude la nota dell’associazione di categoria.