Il ct della nazionale di ciclismo Davide Cassani (a destra) alI'"Italian gravel trophy" di Gabicce Mare

Il primo ottobre, dopo Europei e Mondiali, gli scadrà il contratto con la “Federciclismo”, e i progetti che ha in mente sono tantissimi

Il ct della federazione ciclistica italiana, il faentino Davide Cassani, ha già le idee chiare per il suo futuro, nonostante la sua attenziona sia tutta focalizzata su Europei e Mondiali, entrambi in programma a settembre. Dopo venerdì 1 ottobre, giorno in cui il suo contratto scadrà ufficialmente, il sessantenne ha già dichiarato la strada che intraprenderà e i progetti che ha intenzione di promuovere.

“Un’accademy sul modello di Nick Bollettieri o di Valentino Rossi dedicata al ciclismo e la creazione di una squadra interamente italiana di ‘World tour’”, ha affermato il commissario tecnico del ciclismo durante il talk-show di apertura dell’”Italian gravel trophy”, svoltosi sabato sera a Gabicce Mare (in provincia di Pesaro-Urbino). L’evento è servito a Cassani anche per ripercorrere le tappe più emozionanti della sua lunga carriera, divisa tra pedali e ammiraglia.

“Quella dell’accademy è un’idea che coltivo da tempo. Del resto, – ha proseguito il faentino – anche nel mio ruolo di ct, ho sempre puntato sulla promozione e la valorizzazione dei giovani ed una scuola di ciclismo potrebbe essere la risposta a quella carenza di opportunità e prospettive che frena molti nostri giovani talenti. Se, a due passi da qua, Valentino Rossi è riuscito a creare una splendida realtà dedicata al mondo dei motori per quale ragione non dovremmo riuscire a fare altrettanto con il settore della bicicletta?”, ha aggiunto Cassani.

In testa ha anche il progetto della creazione di una squadra “World tour” finalmente tutta italiana: “Se ne sente il bisogno – ha affermato in merito il ct – dopo che, per tanti anni, l’Italia è stata un punto di riferimento per quanto riguarda i team professionistici. Oggi la mancanza di un sodalizio italiano si fa sentire e dunque, anche nel nostro paese, è il momento di pensare a qualcosa di nuovo…”, ha concluso l’allenatore della nazionale italiana maschile élite di ciclismo.