Bernardi con i suoi

Il prepartita di coach Bernardi

Coach Bernardi, il vostro “tour de force” termina a Jesi: cosa cambia il fatto che scendete in campo di lunedi sera?

“Questa situazione ci ha dato un attimo di respiro in più perché altrimenti sarebbe stata veramente una settimana dura, perché abbiamo giocato domenica in casa e poi mercoledì sera a Padova. Abbiamo finito tardi e siamo tornati tardi. Giovedì i ragazzi hanno riposato. Sono pochi giorni di recupero ed è chiaro che tre partite in una settimana sono un grande carico ma è così per tutti. Noi contiamo nell’atletismo dei nostri ragazzi che sono giovani e possono recuperare prima dalle fatiche delle gare. Venerdì abbiamo fatto due allenamenti: nello specifico abbiamo fatto alla mattina lavoro di forza col preparatore, poi nel pomeriggio basket sul campo. Ci siamo allenati sabato e ci alleneremo anche oggi facendo anche la riunione video”.

Jesi è una squadra forte che ha un pacchetto di esterni importante e due centri molto mobili. La tua opinione?

“È una squadra tosta e quindi dovremmo dare il 150%. Sono forti e hanno tanti esterni molto esperti che hanno vinto campionati come Merletti, Marulli, la guardia Casagrande, poi l’argentino Bruno. Hanno un’ ala piccola, molto forte, un atleta che si chiama Rossi poi Varaschin, che è un lungo molto atletico e molto dinamico che corre tanto come fa anche Filippini. Insomma, una squadra forte ed esperta. Ho visto la partita di Imola, erano partiti molto male, 14 a 0 per la Virtus ma, come in altre occasioni, non si sono scomposti. Mantengono il loro ritmo, ma rimangono in partita, macinano il loro gioco con esperienza. Per noi sarà un bel test in questo momento positivo che stiamo attraversando. Con loro non possiamo avere cali come quelli che abbiamo avuto, per esempio, nei primi due quarti con Padova. Dobbiamo mantenere sempre il livello del nostro gioco di difesa e di attacco. E avere la convinzione che quello è il nostro basket: quindi  concentrazione,  ritmo, entusiasmo,  determinazione e coraggio sempre alti per tutti e 40 i minuti della partita”.

Nella partita contro Padova si è visto che se riuscite a mettere in campo una difesa davvero aggressiva, riuscite a correre in contropiede; sarà la vostra arma anche a Jesi?

“Non so se faremo tanta zona o più uomo, ma quello che dobbiamo fare è assolutamente quello che hai detto.Se noi ci mettiamo a camminare contro Jesi non va bene. Dovremo tenere il ritmo alto però, per farlo, bisogna partire da dietro, dalla difesa e dalla sua intensità. Se non ci metti quello non puoi correre. E in più sarà necessario avere il controllo dei rimbalzi”.

Come va l’inserimento di Panzini in squadra?

“Ha fatto qualche allenamento in più, mi sembra un po’ meglio, però con lui dobbiamo veramente avere pazienza. Non possiamo avere fretta. Mercoledì l’ho buttato dentro, però non era quella la sua partita. Dobbiamo essere tranquilli nell’inserirlo nel momento giusto. Ha fatto due allenamenti e mi è sembrato sinceramente in miglioramento fisico”.

 Il poker di vittorie consecutive cosa vi lascia?

“Siamo contenti dei risultati ma non ha cambiato niente. Sempre la stessa attenzione, siamo sempre gli stessi. Stesse riunioni video basate sulle cose che sbagliamo per poterle migliorare e sulle cose che facciamo bene sia in attacco che in difesa per avere la convinzione che quello che facciamo è il nostro percorso. Gli allenamenti devono essere sempre così intensi, sempre al 150% dell’intensità, della tensione: solo se si lavora così nel lungo periodo si possono avere dei risultati”.