Lo sfogo dopo la seconda domenica consecutiva di previsioni del tempo sbagliate: “Se non sono in grado di farle perché danneggiare noi e i clienti?”

Non si può certo affermare che il meteorologo sia un mestiere facile, soprattutto in un’era in cui il clima sta diventando sempre più ballerino. Il caso del weekend appena trascorso però sta creando non poche polemiche: in due giornate di allerta meteo per temporali, infatti, si è vista appena qualche goccia di pioggia e tante ore di sole estivo.

I danni al turismo

Il problema è che, assieme alla pioggia, non si son visti neanche molti dei turisti che solitamente affollano le spiagge nei fine settimana. Da qui l’indignazione di molti operatori turistici, ben rappresentata dallo sfogo dell’imprenditore Alessandro Zangaglia, patron del BBK, sul proprio profilo Facebook: “Non è possibile sbagliare le previsioni mettere allerta meteo per due domeniche consecutive spaventando la gente. Se non sono in grado di prevedere il meteo perché danneggiare noi che lavoriamo e i clienti che hanno solo la domenica per venire al mare? Basta!”

“Qui si parla di migliaia di euro di danni – sottolinea Zangaglia –, perché in tanti, soprattutto chi viene da fuori, come Faenza, Imola, Bologna, si organizza in base alle previsioni del tempo. E se c’è l’allerta per temporali molti non si fidano anche se vedono il sole fuori dalla finestra. A maggior ragione in un periodo già difficile per noi, ma anche per gli albergatori e i ristoratori ad esempio, chi si occupa di diramare queste allerte dovrebbe pensarci due volte prima di mettere paura e creare danni”.

I dati delle allerte meteo

Qualche problema con il sistema delle allerte meteo indubbiamente c’è, basti pensare che negli ultimi 3 anni, dal 2017 al 2019, le giornate di allerta sono state il 37% (404 su 1.095), cioè più di un giorno su tre è stato passato con qualche allarme climatico. Quest’anno, per il momento, la situazione è un pelo migliore, con 44 allerte in 166 giorni (26,5%), comunque oltre un giorno su quattro.

È ovvio che con questa frequenza di allerte, alle quali solo rarissimamente, per fortuna, corrispondono episodi climatici davvero pericolosi, oltre al danno economico, rischia di verificarsi anche una notevole perdita di credibilità delle allerte stesse. A forza di urlare “al lupo, al lupo!” il rischio, da non sottovalutare, è che un eventuale grosso pericolo reale non venga poi preso sul serio dai cittadini nella moltitudine di allerte.

Tra l’altro, in Italia, a differenza ad esempio degli Stati Uniti, non esiste un ordine professionale dei metereologi, quindi tecnicamente chiunque potrebbe aprire il proprio sito web e sparare previsioni “amatoriali”, magari alla ricerca dei click facili di utenti allarmati.

Occorre quindi assolutamente una revisione del sistema delle previsioni meteo e, soprattutto, delle allerte, e forse un po’ di allarmismo in meno. Alla fine, a volte, per evitare il pericolo di un temporale, non è male neanche il vecchio metodo di guardare l’orizzonte.