Alla conferenza regionale di Riccione, insieme ai tanti protagonisti del settore, è stato fatto il punto su politiche, idee e strategie per la crescita della categoria

Turismo, obiettivo 2030. È questa la linea temporale prevista per raggiungere due traguardi, ossia posizionare l’Emilia-Romagna come regione italiana leader nel settore e rendere il turismo come prima industria sul territorio per valore economico. Traguardi che parlano di un futuro vicino e che, dati alla mano, sono alla portata, visti i risultati raggiunti finora, nonostante la parentesi pandemica e l’alluvione di maggio.

Tanti gli ingredienti che hanno contribuito, in pochi anni, alla crescita del turismo, a partire dalla legge regionale numero quattro del 2016, che ha messo a sistema l’asse per la promozione e per la commercializzazione del territorio con “Apt servizi” e le tre destinazioni turistiche, ossia la Romagna, l’Emilia e Bologna e Modena. Grazie anche a un’offerta sempre più centrata sulle esigenze dei turisti, con percorsi esperienziali costruiti su misura e su investimenti per riqualificare strutture ricettive e per rafforzare i servizi. E merito anche di una strategia che ha puntato sui grandi eventi internazionali, con lo sport che ha intercettato nuovi bisogni e che, in questo quadro, ha saputo delineare l’Emilia-Romagna come grande ed unica meta turistica.   

Questi, in sintesi, i temi affrontati nella giornata di ieri, giovedì 23 novembre, a Riccione, durante i lavori della conferenza dal titolo “#Turismo Emilia-Romagna, destinazione futuro”, che ha visto la partecipazione di Stefano Bonaccini, presidente della regione; Andrea Corsini, assessore regionale a turismo e infrastrutture; Ivana Jelenic, ceo di “Enit”; e col saluto, in videocollegamento, di Daniela Santamnchè, ministra al turismo. L’evento, poi, si è svolto anche alla presenza di amministratori locali, di operatori e di rappresentanti delle associazioni di categoria, delle cooperative e dei sindacati.

Tra gli obiettivi annunciati durante la conferenza regionale del turismo, arrivare, entro i prossimi anni, a 65.000.000 di presenze, col 35% da Paesi esteri. Quelle registrate tra gennaio e tra settembre sfiorano già il 28% delle presenze totali, e segnano una variazione positiva, col +12,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una prospettiva, quindi, che si basa su elementi concreti, fondata sul rafforzamento del rapporto pubblico-privato, a partire dalla riqualificazione delle strutture alberghiere ed extra alberghiere, e, poi, il sostegno al sistema aeroportuale ed alla viabilità; il miglioramento degli impianti sportivi, soprattutto in Appennino, per ospitare eventi internazionali; l’aumento dei percorsi ciclabili, coi novemila chilometri realizzati finora che, presto, saliranno a diecimila chilometri; ed il potenziamento delle “infrastrutture verdi”.

Per quanto riguarda le tavole rotonde, sono state due, entrambe moderate da Chiara Giallonardo, giornalista. La prima, dal titolo “Dall’Oggi al domani: il turismo al centro delle politiche regionali e locali”, era dedicata sia agli amministratori delle grandi città che dei centri più piccoli, ed ha visto gli interventi di Matteo Lepore, sindaco di Bologna; Jamil Sadegholvaad, sindaco di Rimini; Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza; Luigi Zironi, sindaco di Maranello, città in provincia di Modena; Massimo Spigaroli, sindaco di Polesine Zibello, città in provincia di Parma; e Valentina Pontremoli, sindaca di Bardi, città sempre nel parmense. Si è parlato dall’overtorurism alla difficoltà, a Bologna, di reperire alloggi, dai prodotti turistici legati ai vari territori al Tour de France, fino ad arrivare alle aspettative che crea la manifestazione sportiva ciclistica sul territorio. Nella seconda tavola rotonda, dal titolo “Turismo economia circolare: stimoli per migliorare”, si sono resi protagonisti i rappresentanti delle associazioni di categoria, delle cooperative e dei sindacati, trattando temi come la ricettività alberghiera, le politiche di promozione della Regione, la carenza di manodopera e le concessioni demaniali che rappresentano una questione vitale, ancora irrisolta, per la riviera. Negli interventi, poi, anche la valorizzazione del turismo esperienziale e, in particolare, della performance tutta positiva dei cammini. Anche le infrastrutture al centro del dibattito, con gli aeroporti in testa, fondamentali per il turismo dall’estero. In questa tavola sono intervenuti Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Emilia-Romagna; Dario Domenichini, presidente di Confesercenti Emilia-Romagna; Paolo Cavini, presidente di Cna Emilia-Romagna; Annalisa Sassi, presidente di Confindustria Emilia-Romagna; Daniele Montroni, presidente di “Alleanza delle cooperative italiane Emilia-Romagna”; e Davide Guarini, segretario generale nazionale Fisascat Cisl.

In merito agli obiettivi dell’Emilia-Romagna nel settore del turismo, si sono espressi Stefano Bonaccini, presidente della regione, ed Andrea Corsini, assessore regionale a turismo e infrastrutture, con le seguenti parole: “Abbiamo la forza per far diventare il turismo il principale asset economico dell’Emilia-Romagna, grazie alla vitalità delle imprese turistiche e alla strategia pubblico-privato che, in questi anni, hanno permesso di spingere la nostra regione sui mercati nazionale e straniero. Entro il 2030, l’industria turistica può superare il 16% del pil regionale e posizionare l’intero territorio ai vertici dell’attrattività nel Paese. Abbiamo retto l’impatto delle restrizioni Covid e dell’alluvione, con numeri che, nei primi nove mesi dell’anno, sono positivi sia per le presenze che per gli arrivi turistici. Grazie alla tenacia degli imprenditori e agli investimenti regionali sulla promozione del territorio; la riqualificazione delle strutture alberghiere con più del raddoppio della dotazione, che arriverà a 45.000.000€; ed il rifacimento dei ‘waterfront’, finanziati con 32.000.000€. La cura e la diversificazione dell’offerta turistica promosse in questi anni, dimostrano che la strada è giusta, e che occorre proseguire. ‘Motor valley’ e ‘Food valley’, cui si aggiungerà presto la ‘Music valley’; i borghi; i cammini; ed il circuito dei castelli sono prodotti ormai riconosciuti ed apprezzati da numeri sempre più importanti di turisti. Solo la ‘Sport valley’, i grandi eventi internazionali che abbiamo portato in regione, ottantuno nel 2023, hanno generato un indotto pari a 150.000.000€. Per ogni euro investito, ne sono tornati sul territorio diciotto. Un traguardo misurabile anche sul piano reputazionale, i cui effetti possono essere valutati in oltre 31.000.000€. Ed il prossimo anno, accanto a riconferme importanti come MotoGP, FormulaUno, coppa Davis ed Ironman, avremo tre novità assolute, a partire dal Tour de France, per la prima volta in Italia, dall’’Open di golf’, a Cervia, e dalla FormulaE, a Misano. La nostra regione ha ancora molto da dire e da dare dal punto di vista turistico. Non c’è meta, città e località che non meriti una visita. E se l’Emilia-Romagna continuerà a essere un’unica e grande destinazione turistica, la crescita e gli obiettivi che ci siamo dati sono davvero vicini”, hanno concluso Bonaccini e Corsini.

Anche Daniela Santanchè, ministra del turismo, si è espressa, in videocollegamento, in merito al tema, con le seguenti affermazioni: “È evidente che le eccellenze della produzione italiana rappresentano la solidità della nostra tradizione, ma dobbiamo essere bravi a coniugare la tipicità della nazione con l’innovazione generata anche dall’intelligenza artificiale, che consentirà alle aziende turistiche di raccogliere e di analizzare una grandissima quantità di dati in tempo reale, fornendo, così, la possibilità alle aziende di comprendere meglio quelli che sono i bisogni e le preferenze dei viaggiatori, ed offrendo, di conseguenza, una personalizzazione di quella che è l’esperienza turistica. Questo richiederà competenze diverse per il personale del settore turistico, che dovrà, quindi, acquisire nuove conoscenze”, ha terminato la Santanchè.

Infine, in merito agli argomenti trattati durante la conferenza dal titolo “#Turismo Emilia-Romagna, destinazione futuro”, svoltasi nella giornata di ieri, giovedì 23 novembre, a Riccione, parola a Ivana Jelenic, ceo di “Enit”, che si è così espressa: “Il turismo italiano ha raggiunto nuovi apici, evidenziando uno sviluppo significativo che si riflette positivamente sull’economia nazionale. L’aumento costante delle visite turistiche, unito ad investimenti mirati nell’infrastruttura turistica, sta contribuendo a consolidare l’Italia nel panorama internazionale come una delle destinazioni più ambite al mondo. Questo trend, sta stimolando la crescita di settori correlati, generando opportunità occupazionali ed incrementando il gettito fiscale. L’attenzione alla sostenibilità ed alla preservazione del patrimonio culturale sta ulteriormente accrescendo l’appeal del nostro Paese, posizionandolo come leader nel turismo responsabile”, ha concluso la Jelenic.