Il 5 giugno torna il concerto trekking

In occasione della giornata mondiale per l’ambiente, mercoledì 5 giugno, Ravenna Festival esce dai teatri per entrare in natura e riproporre per il quarto anno consecutivo il Concerto Trekking, un evento che ha come finalità principale quella di far conoscere le bellezze del territorio ravennate che si distingue per la ricchezza delle biodiversità. Meta di questa gita fuoriporta (partenza ore 18, ritrovo dalle 17 alle 17.45) organizzata da Trail Romagna in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Ravenna, Atlantide, e con il contributo di Coop Adriatica, sarà la Pineta di San Vitale, la più estesa delle pinete sopravvissute alla grande Pineta di Ravenna che anticamente si estendeva senza soluzione di continuità dalla foce del Reno alle saline di Cervia. Un patrimonio dal profondo significato storico e culturale per Ravenna ed i suoi abitanti che tornerà luogo di tradizione e mitologia romagnola ospitando “alla ricerca di Mazapégul”, una passeggiata condotta dal fulesta Sergio Diotti che evocherà le vicende del folletto romagnolo dal pelame grigio e il berrettino rosso che all’imbrunire… sorprenderà sicuramente il pubblico.

Lungo il percorso (4 km circa) che attraverserà la pineta sulle antiche dune fossili giungendo alla piallassa Baiona passando dalla vena del Pirottolo, per poi continuare lungo il Fossatone e la Buca del Cavedone, le guide di Atlantide illustreranno in cammino le tipologie vegetali e la fauna che caratterizzano questi luoghi. Nel punto estremo di un cordone dunale che si insinua nel cuore della piallassa, nei pressi di Ca Buratelli, un luogo molto suggestivo che si affaccia sull’isola degli Spinaroni, il primo appuntamento con la musica di Michele Carnevali e Primo Montanari. Le ocarine e la fisarmonica dei musicisti protagonisti dello spot televisivo di Ravenna Festival 2013, apriranno i loro interventi dedicati alla musica del folclore romagnolo che, una volta tornati nell’aia della Ca Vecia diventerà musica da ballo che i ballerini del Gruppo Folk Italiano alla Casadei animeranno. Un momento conviviale senza barriere tra pubblico e artisti, una festa sull’aia con tanto di piadina e sangiovese, un ritorno al mondo genuino del liscio delle origini.

Mazapégul!
Una volta, nelle campagne, la testa della gente era piena di superstizioni, ma bisogna capirli: non c’era la luce elettrica, e quando la sera arrivava, faceva proprio scuro, molto scuro, e più era buio e più si vedevano cose strane e il silenzio era proprio un bel silenzio, e più c’era silenzio e più si sentivano rumori strani. Soprattutto d’inverno, con la nebbia, la gente si chiudeva in casa, e immaginava che fuori succedessero delle cose inimmaginabili. Si aveva paura di tutto: delle comete, per esempio, e si diceva che portassero solo dei disastri, delle epidemie, tutti i tipi di catastrofi, ma faceva paura anche il tuono, e ci si consolava dicendo che era il diavolo che portava sua moglie a spasso in carriola. Se si sentiva arrivare da lontano una voce: “Fól fól fulanti!” niente paura,  era il fulesta che arrivava per una serata di storie, se invece si sentiva: “Lozla lozla ven da me” era un vecchio che insegnava ai bambini a chiamare a raccolta le lucciole. Ma se non si sentiva proprio niente, ma niente niente, allora i ragazzi si attaccavano col naso al vetro della finestra e aspettavano e fantasticavano finché non era ora di andare a letto. Ma anche a letto la paura non passava, perché era proprio a letto che poteva venirti a trovare il folletto! Il folletto Mazapégul! Su di lui si raccontavano storie terribili!
(Sergio Diotti, dal suo Catalogo di esseri straordinari e meravigliosi)

La Pineta San Vitale
1100 ettari di bassure umide e cordoni dunosi di diverse epoche storiche, è il più  vasto dei residui delle pinete che storicamente cingevano a oriente la città di Ravenna.  In questa verde area boschiva si possono ammirare varie specie botaniche, dal pino domestico alla farnia, ai pioppi, ai salici, a un sottobosco ricco di biancospino, pungitopo, prugnoli e ginepri. Al suo interno ci si imbatte in una lunga bassura, la Bassa del Pirottolo, che la attraversa da nord a sud, dove osservare folti canneti, nell’area settentrionale ricca di acque dolci, giuncheti e praterie sommerse, nella parte meridionale con acque salmastre. Questi luoghi sono ideali per la riproduzione e il rifugio di molte specie di uccelli.  Circa a metà percorso si arriva alla Piallassa Baiona, una vasta zona umida lagunare, suddivisa in chiari da argini erbosi con filari di tamerici e solcata da profondi canali di collegamento con il mare.

Info e iscrizioni (20 euro incluso ristoro): 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Info tecniche
Ritrovo (dalle 17 alle 17.45) – Ca Vecia, Pineta San Vitale
La Pineta di San Vitale si raggiunge da Ravenna percorrendo la statale 309 Romea, in direzione nord fino al km. 5,9.
Dopo lo Scolo Fossatone, di fronte all’Oasi di Punta Alberete, girare a destra e percorrere via Fossatone fino al parcheggio pinetale a ridosso della portella per la Ca Vecia. Visti i pochi posti auto disponibili presso la Ca Vecia, si raccomanda il gentile pubblico di organizzare per quanto possibile trasporti condivisi, una scelta che risponde anche a ragioni di tutela ambientale.

Raccomandazioni
Si raccomanda ai partecipanti di indossare scarpe comode (ginnastica, trekking), vestiti chiari che coprano tutte le parti del corpo e repellenti contro le punture delle zanzare.

Il percorso (km. 4)
Portella (Ingresso-biglietteria)
Nei pressi della Portella, la prima sbarra di via Fossatone, saranno ritirati i biglietti e commutati in pass da rendere visibili per partecipare al trekking e validi per il ristoro finale che avrà luogo all’arrivo, sempre alla Ca Vecia, previsto intorno alle 20-20.15.

Ca Vecia (partenza ore 18 in punto)
La foresta igrofila
La Vena del Pirottolo
La foresta termofila della Bedalassina
Piallassa Baiona
Ca Buratelli
Pinarella del Cavedone
La Buca del Cavedone
Il sentiero d’ombra
Ca Vecia (arrivo 20-20.15)

Al termine del concerto (previsto intorno alle 21.15-21.30) si chiede al pubblico di prestare la massima attenzione nell’attraversamento della Statale Romea che, visto l’orario e la circolazione di mezzi pesanti, soprattutto per chi effettua la svolta a sinistra in direzione di Ravenna, potrebbe essere problematico.