Si chiama spy-pen e sarà affidata in via sperimentale a 150 operatori già dai prossimi giorni

A metà strada tra uno strumento di autodifesa e la “provocazione”, la spy-pen presentata quest’oggi dal S.A.P., Sindacato Autonomo di Polizia, è un accessorio che il cittadino imparerà a conoscere molto presto e che probabilmente diventerà indispensabile per ogni poliziotto durante le operazioni quotidiane. Si tratta di un registratore a forma di penna in grado di fare riprese audio video e di scattare foto. All’incontro hanno partecipato l’on. Alberto Pagani, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci,  il segretario generale del S.A.P. Gianni Tonelli e il segretario provinciale del sindacato Enzo Fiorentino.
“Abbiamo già iniziato la distribuzione ai nostri associati iniziando dai reparti mobili, – ha spiegato il segretario Tonelli – ma passeremo presto anche alle volanti. La penna ha la funzione di mettere sotto i raggi X l’azione degli operatori per accertare le reali responsabilità durante gli interventi. L’esigenza di video-registrare nasce dall’annosa consapevolezza che purtroppo la strategia di difesa primaria di chi commette un reato e viene fermato da un operatore di polizia è quella di cercare di accusare l’operatore stesso mettendo in discussione la sua onorabilità. Gli arrestati – continua Tonelli – una volta nelle celle cercavano di cagionarsi delle lesioni da attribuire alle forze dell’ordine. Da quando in questi ambienti sono comparse le telecamere questi atti sono stati abbattuti del 100%”.
La spy-pen, come spiegato dallo stesso segretario generale del S.A.P. fungerebbe anche da provocazione per far comprendere all’opinione pubblica alcune situazioni operative e stimolare uno stanziamento di fondi a favore della video-registrazione degli interventi di polizia, che dovrebbe essere sempre più capillare.

Prima che a Ravenna, la sperimentazione della spy-pen è già stata attuata, con risultati positivi, a Milano, Torino, Roma e Napoli. “Il sentimento più diffuso è stato ovunque lo stesso – ha spiegato Tonelli – gli operatori non temono di essere ripresi, anzi ne sono orgogliosi. Anche perché non si tratta assolutamente di schermare la polizia dalle accuse, ma di mettere il loro operato sotto la lente di ingrandimento per far vincere la verità e la giustizia”.
“Nel nostro territorio il rapporto tra forze dell’ordine e cittadini è ancora buono – ha spiegato il sindaco Matteucci – e tutte le iniziative che possono contribuire a rafforzarlo e a salvaguardarlo sono benvenute”.

L’onorevole Pagani ha invece sottolineato come questo strumento tuteli anche i cittadini e li metta in condizione di avere maggiori garanzie.
“Si può dire che la spy-pen è uno strumento di prevenzione – ha aggiunto Tonelli – nel momento in cui tutti gli attori coinvolti sanno che c’è una video camera a riprendere eviteranno decisamente di fare accuse mendaci.  È interessante sapere che negli Stati Uniti da quando è stata introdotta le occasioni di contrasto sono calate del 92%”.

Le spy-pen verranno distribuite nel Ravennate fra circa una decina di giorni e saranno in dotazione di circa 150 poliziotti. La qualità delle immagini riprese dallo strumento è molto alta e ha un’autonomia di circa 5-6 ore. Il prezzo commerciale va dai 30 ai 50 euro. “Da soli non ce l’avremmo fatta perché per noi si sarebbe trattato di uno sforzo economico notevolissimo – ha spiegato il segretario provinciale del S.A.P. Fiorentino – dobbiamo quindi ringraziare Confindustria, Confcommercio, Digital Print e l’azienda Erbacci”.

“Fra un anno – spiega il segretario generale Tonelli – potremo già fare una statistica sull’andamento delle denunce fatte ai nostri operatori e vedere se saranno calate come è già successo in altri paesi. Intanto ci auguriamo che questo strumento possa entrare a far parte d’ufficio della dotazione di ogni poliziotto. Oggi, di fatto, la sua adozione è una scelta ai fini difensivi”.

Per concludere, il sindacato ha ricordato la difficile situazione in cui versano le volanti di polizia che in molte aree della provincia sono prive della copertura radio e dei costi che andrebbero affrontati per risolvere il problema: “Sarebbero necessari 200.000 euro per colmare questo gap. Noi facciamo quello che possiamo ma dobbiamo scontrarci quotidianamente con la carenza di risorse”

 C.N.