Statua del poeta fiorentino Dante Alighieri (foto da Shutterstock.com)

Un viaggio attraverso i monumenti e le opere d’arte che l’Alighieri ha potuto ammirare durante il suo soggiorno a Ravenna

Chiunque, non importa se turista o cittadino, legga da qualche parte il nome “Ravenna”, non può non pensare a un personaggio centrale e, allo stesso tempo, fondamentale per la città. Parliamo del Sommo Poeta, Dante Alighieri, padre della lingua italiana. Per Ravenna, Dante è stato molto importante; così come, per Dante, Ravenna ha rappresentato una tappa fondamentale della sua vita, essendo tra i luoghi che l’hanno ospitato durante il periodo di esilio (dopo che venne cacciato dalla sua Firenze per motivi politici). Nella città romagnola, Dante visse dal 1318 fino al settembre 1321, anno della sua morte, chiamato da Guido Novello da Polenta e poi raggiunto dai figli Jacopo, Pietro e Antonia (suor Beatrice nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi). Per la sua vicenda personale e per la sua arte, il soggiorno nella città romagnola, sua “ultima dimora”, si è rivelato di primaria importanza, avendo concluso proprio a Ravenna la “Divina Commedia” (si ritiene parte del Purgatorio e l’intero Paradiso, anche grazie a una leggenda che narra che in città furono ritrovati gli ultimi 13 canti della terza cantica).

Un legame così forte, sia con Ravenna sia con l’intero territorio della Romagna, non poteva essere tralasciato dal fiorentino. Numerose citazioni, ispiratrici di versi immortali, compaiono nella “Commedia”, ma è nel XXVIII canto del Purgatorio che l’Alighieri cita “la pineta in su ‘lito di Chiassi'”, riferendosi direttamente alla città che per ultima si è presa cura di lui, conservandone le spoglie e ospitandone la tomba. Per omaggiare Dante e la sua memoria, il nostro quotidiano ha deciso di dedicare a colui che ha rivoluzionato la letteratura italiana, una rubrica sui “luoghi danteschi”, alcuni punti di grande suggestione sparsi per la città, nell’anno caratterizzato dalle celebrazioni per il settecentesimo anniversario della sua morte. Questo breve “viaggio”, concentrato perlopiù nel centro storico cittadino, parte dalla sua tomba; poi arriva alla casa dei Polentani; prosegue alla Basilica di San Vitale; e termina al più recente murale dell’artista Kobra. Quattordici tappe per il Poeta, con la “P” maiuscola, che intendono unirlo ancora di più alla città.

Le tappe del viaggio dantesco

I quattordici “luoghi danteschi”, le tappe del viaggio attraverso il soggiorno ravennate dell’Alighieri, sono elencate di seguito, con lo scopo di rendere vita facile al lettore:

  • Luoghi danteschi, prima tappa: la tomba di Dante
  • Luoghi danteschi, seconda tappa: il Quadrarco di Braccioforte
  • Luoghi danteschi, terza tappa: la basilica di san Francesco
  • Luoghi danteschi, quarta tappa: gli antichi chiostri francescani
  • Luoghi danteschi, quinta tappa: la casa dei Polentani
  • Luoghi danteschi, sesta tappa: la casa Traversari
  • Luoghi danteschi, settima tappa: la chiesa di Santo Stefano degli ulivi
  • Luoghi danteschi, ottava tappa: “la pineta in su ‘l lito di Chiassi”
  • Luoghi danteschi, nona tappa: palazzo Scarabigoli
  • Luoghi danteschi, decima tappa: i mosaici di Sant’Apollinare nuovo
  • Luoghi danteschi, undicesima tappa: i mosaici di Galla Placidia
  • Luoghi danteschi, dodicesima tappa: i mosaici di san Vitale
  • Luoghi danteschi, tredicesima tappa: la cripta Rasponi e i giardini pensili
  • Luoghi danteschi, ultima tappa: il murale di Kobra