Prosegue il tour nei punti di grande suggestione sparsi per la città che hanno caratterizzato la poetica e la vita del Sommo Poeta

Quando si visita la tomba di Dante non si può trascurare il Quadrarco di Braccioforte, piccolo angolo di tranquillità e pace nel cuore di Ravenna. In passato, in questo luogo, sembra sorgesse un vecchio oratorio collegato, attraverso un portico, alla circostante basilica di san Francesco.

Il nome “Braccioforte”, come narra una leggenda, è legato alla storia di due fedeli che, per essere ascoltati da Gesù, avevano giurato invocando il “braccio forte” di Cristo, la cui immagine era conservata in questo luogo.

Il legame tra Dante e in quello che oggi appare come un cortile tra la tomba di Dante e la basilica di San Francesco è molto antico e molto duraturo. Questa sorta di “relazione” inizia il 14 settembre (il giorno dopo la morte del fiorentino), quando il corpo dell’Alighieri fu sepolto nel sarcofago in cui si trova tuttora, allora collocato sulla parete di fondo della cella dei Polentani, nel chiostro di Braccioforte. Si continua con un vecchio muro nell’attiguo oratorio del chiostro di Braccioforte, un tempo confinante con l’adiacente monastero francescano, in cui, tra il 1500 e il 1800, i frati nascosero l’urna contenente le spoglie dall’Alighieri per tenerle al riparo da eventuali pretendenti, Firenze su tutti. Si prosegue poi con la quercia secolare fatta piantare dal poeta Carducci all’inizio del 1900, con lo scopo di mantenere viva la memoria del Sommo Poeta, che coi suoi rami abbraccia e “protegge” tutta la zona. Si conclude con la cosiddetta “campana di Dante”, collocata in cima a una rampa di scale, subito dietro la tomba.

L’interno del Quadrarco, invece, è caratterizzato da un giardino molto curato. Sotto la volta sono conservati due sarcofagi marmorei, uno dei quali, citato anche da D’Annunzio nella sua opera “Francesca da Rimini”, ospitò le spoglie di Dante. In seguito, vennero riutilizzati da esponenti di famiglie nobili ravennati, tra cui i Pignata e i Traversari. Durante la Seconda guerra mondiale, i resti del poeta, per non esporli ai bombardamenti, vennero collocati sotto un piccolo cumulo di terra ricoperto di edera, al centro del Quadrarco. L’accaduto è ricordato grazie a una lapide, riportante la scritta “Sotto questo tumulo le ossa di Dante ebbero sicuro riposo dal 23 marzo 1944 al 19 dicembre 1945”. Nel 2020, in occasione dell’anniversario per i settecento anni dalla morte dell’Alighieri, insieme alla tomba è stato oggetto di restauri anche l’area del Quadrarco di Braccioforte. Dal 1921, l’area è chiusa da una cancellata in ferro battuto, realizzata dal veneziano Umberto Bellotto.

Le tappe del viaggio dantesco

Un riepilogo delle tappe precedenti della rassegna “luoghi danteschi”, con lo scopo di rendere vita facile al lettore: