Si protrae il tour nei punti di grande suggestione sparsi per la città che hanno caratterizzato la poetica e la vita del Sommo Poeta

Se si è di fronte alla Tomba di Dante e si volge lo sguardo a sinistra, attraverso i cancelli, si viene catapultati in un luogo quasi fiabesco, in cui un silenzio magico, una raffinata bellezza e un’incredibile immobilità fanno da padrone. Si tratta degli antichi chiostri francescani, oasi di pace e tranquillità nel cuore del centro storico di Ravenna.

I chiostri francescani erano parte dell’antico convento dei frati minori francescani costruito nel 1261 alle spalle della basilica di san Francesco. L’attuale configurazione dei chiostri, dopo i restauri avvenuti nel quindicesimo e nel diciassettesimo secolo, risale al 1920 circa, quando l’intera zona dantesca venne ristrutturata, assumendo l’aspetto romantico che presenta tuttora.

Il primo, quello più vicino al tempietto del Morigia, viene chiamato “Dante”, ed è composto da un loggiato cinto da colonne sormontate da capitelli in stile dorico. Più al centro, in un prato di erba verde, si trova un pozzo, ai lati del quale si ergono due colonne con capitelli bizantini risalenti al sesto secolo e diverse sculture. Il secondo, chiamato “della Cassa”, è di forma più irregolare, con un porticato con le colonne di diversa provenienza e fattezza. Anche il puteale situato al centro, con scolpiti in rilievo due anfore e due stemmi uguali, è in pietra d’Istria. Sul lato ovest, si nota la lapide che ricorda il trafugamento delle ossa dell’Alighieri, avvenuto nel 1519 ad opera dei frati francescani per evitare che le spoglie del poeta venissero riportate a Firenze, dopo che Papa Leone X diede il permesso ai fiorentini di prelevare le ossa da Ravenna. Per evitare ciò, i frati praticarono un buco nel muro del convento corrispondente all’arca funebre, per poi prelevare le ossa dell’Alighieri e nasconderle. Inoltre, nel 1953, sono stati collocati nel chiostro gli stemmi di varie città dantesche

Nonostante le varie modifiche, questo luogo conserva un valore simbolico e morale, che ricorda la permanenza di Alighieri in città. Oggi, gli antichi chiostri francescani sono di proprietà della “Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna” e, al primo piano dell’edificio, ospitano il museo Dante, istituzione che propone un viaggio attraverso le opere, la vita e la memoria del padre della lingua italiana. Lo spazio intermedio tra i due chiostri, invece, viene usato come sale conferenze e area espositiva per mostre ed eventi artistici e culturali, costituendo una cornice prestigiosa e lussuosa. Ogni anno, infatti, in questo luogo, si tiene la rassegna “Giovani Artisti per Dante”, valida per il prestigioso “Ravenna Festival”; e “Opere dal Mondo”, nell’ambito di “Ravenna Mosaico”.

Le tappe del viaggio dantesco

Un riepilogo delle tappe precedenti della rassegna “luoghi danteschi”, con lo scopo di rendere vita facile al lettore: