(foto di Nicola Strocchi)

Prosegue il tour nei punti di grande suggestione sparsi per la città che hanno caratterizzato la poetica e la vita del Sommo Poeta

Di una cosa si è certi: Ravenna colpì e stupì Dante. Durante il suo soggiorno in città, iniziato nel 1318 e terminato nel 1321, anno della sua morte, il padre della lingua italiana fu ispirato dall’atmosfera e dall’ambiente ravennate. Si narra che il poeta scrisse nella città bizantina il Paradiso, la terza cantica del capolavoro che l’ha reso famoso in Italia e nel mondo, la “Divina Commedia”. Nei versi dell’opera sono molti i riferimenti che l’Alighieri rivolge a quella terra che per tre anni l’ha ospitato e fatto sentire a casa dopo l’esilio forzato, per motivi politici, dalla sua Firenze. Il rimando più famoso al territorio ravennate è, forse, quello riportato nel canto ventotto del Purgatorio. Qui, attraverso i versi “la divina foresta spessa e viva” e “la pineta in su ‘lito di Chiassi”, Dante allude chiaramente alla pineta di Classe, situata a pochi chilometri a sud di Ravenna.

Questo luogo rappresenta ancora oggi il simbolo di una natura intatta, con varie associazioni ravennati che continuano con molti e diversi itinerari. Se si vogliono ripercorrere i passi del Sommo Poeta, è necessario prendere parte ad un percorso ad anello che prende il via dal parco 1° Maggio, per poi snodarsi al suo interno per quattro chilometri. Proseguendo in direzione Cervia, è possibile osservare la meravigliosa pineta, un vero e proprio polmone verde che ha ispirato Dante durante la stesura di alcuni versi della sua “Commedia”. Inoltre, all’interno di quest’oasi, si possono scorgere grandi esemplari di pino domestico; un grande querceto (le zone asciutte sono abitate dal leccio, mentre le zone umide sono abitate dalla farnia); un intenso profumo di fiori; i canti liberi degli uccelli e un fruscio di aria che dolcemente spira tra le fronde. Tutti questi elementi vanno ad arricchire un paesaggio unico nel suo genere, capace di ispirare l’immaginazione letteraria e capace di evocare al poeta fiorentino quella selva “spessa e viva” del paradiso terrestre che accoglie Dante e Virgilio lungo il loro cammino.

Di seguito i versi 19, 20 e 21 del canto numero ventotto del Purgatorio, nei quali si allude chiaramente alla pineta di Classe, quel luogo magico e quasi incantato appena descritto che, coi suoi colori e coi suoi suoni, ci riporta all’universo dantesco:

Tal qual di ramo in ramo si raccoglie

per la pineta in su ‘l lito di Chiassi,

quand’Eolo scilocco fuor discioglie.

Le tappe del viaggio dantesco

Un riepilogo delle tappe precedenti della rassegna “luoghi danteschi”, con lo scopo di rendere vita facile al lettore: