Roberto Bozzi alla guida di Vulcaflex

A Cotignola leader mondiale nel settore dei rivestimenti per auto

Diventare player mondiali nel settore dei rivestimenti per interni di auto con prodotti ecologici e nel pieno rispetto della sostenibilità. È questa la sfida di Vulcaflex – sede produttiva a Cotignola, in provincia di Ravenna – che già oggi esporta il 96% dei 50 milioni di metri quadrati di pelli sintetiche che vanno a rivestire gli interni delle vetture griffate General Motors, Stellantis, Bmw, Mercedes e Volkswagen. Il fatturato 2020, ovviamente, risente della crisi da Covid e lascia sul terreno il 17% – con un mercato in calo del 25% –  e comunque i ricavi si attestano a 100 milioni di euro grazie al lavoro di 450 addetti sparsi tra Cotignola, Milano e le sedi commerciali in Europa, Stati Uniti, Cina e Messico. “Le nostre nuove proposte di  pelli sintetiche – spiega il consigliere delegato le Roberto Bozzi – seguono tutti i dettami dell’economia circolare e delle materie prime biologiche e derivano, per l’80%, dalla trasformazione di contenitori in plastica  da raccolta differenziata e dall’utilizzo di materie prime di origine vegetale derivate anche dal legno”. Da qui l’idea di creare una nuova linea che prende il nome di “NextEthic” un termine che sta ad indicare l’obiettivo di coniugare il concetto di etica  (ambientale) ed  estetica (sempre più raffinata ed esclusiva) con l’obiettivo di rendere i materiali per rivestimenti di interni auto  non solo belli ma compatibili con l’ambiente.

Il cammino dell’azienda

Un percorso affascinante quello di Vulcaflex che parte da Milano e arriva a Cotignola seguendo il cammino inverso della casata degli Sforza che partirono da Cotignola  e fecero grande Milano. Infatti, la storia della Vulcaflex inizia a Milano nel 1947 quando Attilio Bozzi lascia la Magneti Marelli con in mente l’innovativo utilizzo della plastica per avvolgere i cavi elettrici e ha l’intuizione di mettersi in proprio e avviare un’impresa nel settore delle pelli sintetiche calandrate. L’impresa cresce e si consolida negli anni fino ai primi anni Sessanta ed in seguito ad un’altra felice intuizione investe nel settore della spalmatura, prevedendo e anticipando il successo dei prodotti espansi. Attilio Bozzi di fatto inventa quello che all’epoca si chiamava “Sky”, un materiale che sembrava pelle senza essere di origine animale. Per soddisfare una domanda in forte espansione con una maggiore forza produttiva, nel 1965 venne acquisita un’impresa di Cotignola e lì l’azienda si trasferì perché la location milanese era diventata troppo centrale e doveva essere abbandonata. ll passo successivo della crescita avviene nel 1986 con l’acquisizione della società Vigotex e l’avvio di un nuovo stabilimento interamente dedicato alla rifinitura superficiale delle pelli sintetiche. Il sito sarà oggetto di ampliamento: dal 2018 questa sede produttiva copre una superficie di 18.000 metri quadrati.

Produttori locali, logistica mondiale

Nel 2002 l’azienda asseconda la crescente vocazione alla sostenibilità aderendo al progetto VinyLoop, che porta alla creazione, a Ferrara, del primo impianto al mondo capace di recuperare PVC da scarti e sfridi di materiale composito. E a inizio 2020 ci si concentra ulteriormente nel settore automotive vendendo la divisione packaging e convertendo i macchinari dedicati alla produzione di film per imballaggio in impianti destinati ad incrementare la produzione di materiali per l’industria automobilistica. Oggi l’azienda è leader riconosciuta e autorevole sui mercati internazionali, con una quota di export superiore al 96% del fatturato e una rete commerciale capillare e strutturata, in grado di rispondere con tempestività alle richieste provenienti da tutto il mondo. E domani? Cosa hanno in mente i 5 nipoti del fondatore?  “La nostra sfida – spiega ancora Roberto  Bozzi – è stata quella di essere produttori locali ma con logistica mondiale; per il futuro  dobbiamo fare uno sforzo ancora più forte nella direzione dell’internazionalizzazione. Radici romagnole, quindi, ma rami in tutto il mondo per un’azienda, Vulcaflex, che fa dell’innovazione e della sostenibilità la sua carta vincente.