
Un 2024 in crescita e sono in corsi i lavori per la protezione e la valorizzazione del sito produttivo di via Canala
Dall’attività di trader mondiale di prodotti del made in Italy alla produzione di pavimenti e rivestimenti in mosaico, mobili , arredi di lusso e gioielli. Da dove, se non da Ravenna, poteva partire questo sforzo di reinventare il mosaico rendendolo contemporaneo e di tendenza? È questo il segreto di Sicis, fondata nel 1987 da Maurizio Leo Placuzzi, che si proietta subito sugli scenari internazionali grazie a una commessa per lo sceicco saudita Al Gosaibi. “Tutto iniziò perché lo sceicco voleva un’idea innovativa e io gli mandai un mosaico”, spiega Placuzzi. L’idea piacque e da lì è partito tutto. Prima i 5mila metri quadrati di superficie per lo sceicco poi l’anno successivo la lussuosa spa del Ritz di Parigi. Da allora è un susseguirsi di successi, fino ad arrivare al recente progetto per la stazione della metropolitana di Msheireb (Qatar) o al Karl Lagerfeld Hotel di Macao (Cina). Successi che vanno di pari passo con le innovazioni: dai gioielli in pietre preziose e micromosaico, al mosaico in vetro di Murano (l’azienda ha inventato e brevettato la macchina per il taglio delle tessere); dal mosaico in acciaio a quello in foglia oro o platino fino al brevetto di Vetrite, innovative lastre di vetro con una speciale formula di polimeri all’interno il cui ambito di utilizzo va oltre a quello del gres porcellanato. Ma il processo innovativo porta l’azienda anche oltre il mosaico: con proposte e soluzioni per progetti completi che comprendono arredi e superfici destinati ai più importanti hotel internazionali, residenze private, opere pubbliche monumentali e yacht.
Il successo grazie all’innovazione
Essere innovativi utilizzando un connubio di arte e design hanno dato a Sicis anche risultati economici d’eccellenza. Sicis fatturerà nel 2024 circa 45 milioni grazie a 250 addetti. Valore i incremento sul 2023 che va letto in chiave ulteriormente migliorativa considerando l’alluvione che ha pesantemente colpito la società ed il negativo contesto macroeconomico caratterizzato da un rallentamento globale dell’economia e dallo stop al mercato russo che valeva, prima del conflitto in Ucraina, il 30% dei ricavi. La redditività caratteristica (neutralizzando gli effetti straordinari legati all’alluvione) è pari al 18 % anche dopo il già avvenuto ripristino dei significativi danni (circa 16 milioni di euro) avuti in seguito all’alluvione, solo in parte risarciti dalle assicurazioni.
In conseguenza ai danni subiti in seguito agli eventi alluvionali, Sicis ha in corso un progetto di miglioramento del sito produttivo di Ravenna per meglio difenderlo dagli eventi climatici estremi. L’azienda a maggio 2023 si trovò sommersa da 1,5 metri d’acqua. “Sarà – spiega il direttore generale Marcello Tassinari – l’occasione per trasformare la fabbrica in showroom e attuare accorgimenti ambientali di protezione. Un’operazione che ci costerà tra i 5 e gli 8 milioni ma che riteniamo strategica”.
Una piccola multinazionale
Sicis è una piccola multinazionale, un’azienda dalle solide radici familiari che però guarda con attenzione anche ad un possibile sbarco in Borsa. Recentemente, è entrata in azienda anche Gioia Placuzzi, figlia del fondatore, che dopo una laurea alla Bocconi segue in prima persona lo sviluppo dei progetti di crescita legati ai gioielli. “Certo che valutiamo la possibilità di andare in Borsa e già oggi siamo allineati a tutti i requisiti necessari per poter far parte addirittura del segmento Star che include le aziende quotate con i più elevati standard di eccellenza in termini di liquidità, trasparenza e corporate governance – spiega Marcello Tassinari – la Borsa è uno degli strumenti di raccolta di capitale che potremmo utilizzare per accelerare la crescita. Attualmente grazie alla nostra capacità di autofinanziamento e attraverso l’indebitamento bancario abbiamo già le risorse per i nostri piani di sviluppo ma attraverso la Borsa potremmo velocizzare lo sviluppo dei fatturati e la crescita di valore”.
La forza dell’export Sicis realizza oltreconfine il 90% del suo fatturato e lo fa puntando con decisione nei luoghi in cui il lusso “tira” dagli Stati Uniti al Far East. E se è entrato in crisi il mercato russo (ma non quello dei russi in giro per il mondo) e anche il medio Oriente non è nelle migliori condizioni, ora la società parte all’attacco del mercato Usa. La filiale Usa a New York ha già il suo peso in azienda, realizzando ricavi per poco meno di 9 milioni di dollari nel 2023 (+25% sul 2022) ma per il 2024 ha l’obiettivo di raggiungere i 15 milioni. Nel 2024 Sicis metterà in piedi una rete di distributori che andrà dalla costa Est a quella Ovest. Perché negli Stati Uniti il lusso non conosce crisi e la manifattura italiana di qualità ha ancora un grande spazio in cui correre.










