L’appuntamento, in programma alle 21.30 all’arena dello stadio dei Pini, fa parte della rassegna “Il trebbo in musica 2.1”

L’attesa per vedere Federico Buffa a Cervia è quasi finita. Questa sera, alle 21.30, all’arena dello stadio dei Pini di Cervia-Milano Marittima andrà in scena, nell’ambito della rassegna “Il trebbo in musica 2.1” di Ravenna Festival, lo spettacolo “Amici fragili” diretto, appunto, dal giornalista sportivo.

Il tema dello show è l’unico incontro tra Gigi Riva e Fabrizio De André il 14 settembre del 1969 che, tra whisky, sigarette e fiumi di parole, durò dalla notte all’alba. Il campione, il più grande attaccante d’Italia di quel momento, aveva appena giocato allo stadio “Marassi”, in quella stessa Genova dove “Faber”, il più grande cantautore della nazione in quel momento, tirava tardi con la sua chitarra. Una sola occasione, mai più ripetuta, nel corso della quale i due ragazzi, idoli l’uno dell’altro (Gigi era letteralmente ossessionato dalla “Preghiera in gennaio”, scritta da Fabrizio per il suicidio di Tenco), ai quali l’Italia aveva consegnato il proprio immaginario, riconobbero una comunanza di spirito, in grado di trasformare quei pochi attimi in un’amicizia immortale. Se l’unità di misura dei legami tra esseri umani sono gli anni, quella tra De André e Riva non fu certo un’amicizia ma solo un incontro di due ore, capace però, di far nascere un’amicizia immortale, soprattutto se le anime sono affini. Nella diversità delle loro esistenze, i due riconobbero di avere entrambi un istinto che inconsapevolmente ne guidava le scelte, ed una vita dal destino comune, che li dotava della volontà di rovesciare l’ordine dei più forti: Riva prima con il suo Cagliari guastafeste, futuro campione d’Italia nel 1970, e poi col rifiuto a molte offerte delle grandi squadre e De André, con il suo piglio da fustigatore della morale borghese, riuscì a restituire, nelle sue canzoni, dignità ai reietti, ai folli, alle prostitute, agli ultimi… In questo spettacolo parola e musica si intrecciano intimamente, con la presenza sul palcoscenico di Marco Caronna (che ne è anche regista) alla voce, alla chitarra e alle percussioni, e del pianista Alessandro Nidi, assieme al prezioso cameo video di Paolo Fresu, con una densa interpretazione del brano sardo “No potho reposare”.

Il racconto di Federico Buffa, uno dei più amati storyteller italiani, ci rende spettatori di quel tavolo che non ebbe telecamere, selfie, giornalisti e taccuini. Un incontro che terminò quando i due si scambiarono in dono la maglia numero 11 indossata durante Sampdoria-Cagliari e la chitarra, presagendo forse che non ci sarebbe stata una seconda occasione: una notte che Riva avrebbe conservato gelosamente come uno dei suoi ricordi più preziosi, anche dopo la morte di “Faber”.

Come tutti gli eventi della rassegna, la serata è organizzata con il comune di Cervia ed è resa possibile dal contributo della “Cooperativa Bagnini”.

Di seguito una breve descrizione dei protagonisti dello spettacolo di stasera:

Federico Buffa è giornalista, narratore e telecronista sportivo. Oltre alla sua attività di telecronista di basket e commentatore sportivo, ha condotto alcune trasmissioni antologiche a tema sportivo, nelle quali ha dimostrato – secondo Aldo Grasso – di “essere narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni”, in possesso di uno stile avvolgente ed evocativo.

Marco Caronna è regista teatrale e di video, autore, attore e musicista. Come chitarrista vanta una lunga collaborazione, studio e live, con Endrigo, Dalla, Venditti, Ron e Barbarossa. Ha costruito, diretto e partecipato a spettacoli e concerti con Neri Marcorè, Luca Zingaretti, Dario Vergassola, Carlo Lucarelli, Mogol, Francesco Guccini, Antonella Ruggero e “I Nomadi”.

Alessandro Nidi è compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista. Nel 1985 è finalista al concorso internazionale di direzione d’orchestra “Arturo Toscanini”, iniziando una collaborazione con l’”Orchestra Sinfonica Toscanini”. Ha diretto la prima mondiale dell’opera “Genesi” di Battiato. Compone musiche di scena per teatro, spettacoli e canzoni. A Parma, la sua città, svolge un’intensa attività come insegnante.