Al Teatro Rasi, alle 18, per “Ravenna Festival”: dialogo sul pensiero del filosofo James Hillmann, capace di unire mosaici e psicologia

Oggi, giovedì 9 giugno, al teatro “Rasi” di Ravenna, alle 18, è in programma la conversazione tra la bizantinista Silvia Ronchey e Chiara Lagani, per la manifestazione culturale “Ravenna festival”.

Cos’hanno in comune i millenari mosaici delle basiliche ravennati con una “giovane” scienza quale la psicologia, non più vecchia di un secolo e mezzo? La risposta è James Hillman, psicanalista e filosofo americano la cui ultima opera, pubblicata a dieci anni dalla sua morte, è un libro-intervista, dal titolo “L’ultima immagine” (edito nel 2021 da “Rizzoli”), con Silvia Ronchey, docente di civiltà bizantina all’università “Roma tre” che ne discuterà, stasera, con Chiara Lagani. Al centro del testamento intellettuale di uno dei grandi pensatori del Novecento c’è, infatti, il tesoro custodito nelle basiliche dell'”Unesco”, tanto in tributo al maestro Jung, che sui mosaici di Ravenna scrisse pagine oniriche e misteriose, quanto nella convinzione del valore simbolico e archetipico di quel patrimonio, che fiorì alla fine, e dal senso della fine, dell’Impero romano. E dato che, quando l’ultima immagine svanisce, “l’anima comincia di nuovo a popolare i regni, ora silenziosi, con figure e fantasie nate dall’immaginazione del cuore”. L’appuntamento è a ingresso libero.

Nel 2008, mentre il filosofo e la storica passeggiano per le strade di Ravenna, nei giorni successivi al crollo di “Wall street” causato dal fallimento di Lehman Brothers, interrogandosi su quanto quell’evento possa rappresentare il requiem dell’era capitalista, Hillman, catturato, come tanti altri celebri e non celebri visitatori di Ravenna, dalle volte preziose di mosaici e dall’accostamento fra luce e buio nella città, dichiara: “Gli esseri umani di allora hanno usato la bellezza per contrastare l’ansia della fine”. A quei colloqui ne seguirono altri nel 2011 in Connecticut, negli Stati Uniti, durante gli ultimi giorni di vita di Hillman. Così fine dell’individuo e fine di un’epoca, crisi personale e crisi collettiva, si intrecciano; con la tesi che emerge e rappresentata dall’immagine che genera esperienza, che rivoluzioni e che ridefinisca il punto di vista di ogni essere umano, ampliando e trasformando le categorie utili per conoscere il mondo.

I mosaici di Ravenna contengono, insomma, la formula per affrontare il crollo della civiltà, poiché le loro immagini promuovono “la fantasia di poter tenere viva la natura”, la contemplazione di una costante resurrezione. Occorre, dunque, rieducare lo sguardo a viaggiare oltre la superficie, scegliendo per destinazione l’immagine profonda e invisibile. La “vera immagine”, intesa come espressione dell’immaginazione, è stata al centro della filosofia di Hillman, l’antidoto al letteralismo che domina il discorso moderno. Per il letterato il lavoro psicanalitico non è tanto un processo di guarigione quanto di riconoscimento, il trovarsi faccia a faccia con l’immagine dove convivono meraviglia e terrore.

Di seguito, una breve descrizione del filosofo attorno il quale si concentrerà l’evento di stasera e della protagonista dell’incontro in programma al teatro “Rasi” di Ravenna:

  • James Hillman è stato il più importante psicologo americano dopo William James. Sovversivo e originale erede di una tradizione junghiana che ha re-immaginato in maniera brillante, capace di attingere alla filosofia greca e rinascimentale quanto alla tradizione romantica di Keats e Goethe, ha proposto una psicologia dell’immagine per restituire alla psiche, o anima, quanto trascurato dai modelli scientifici e medici. La sua scrittura, sempre avvincente, e le sue idee, sempre provocanti, gli hanno guadagnato tantissimi seguaci e altrettanti detrattori. Nella sua opera più nota, intitolata “Il codice dell’anima”, ha teorizzato che l’anima di ogni individuo abbia un proprio destino, destino che ognuno può perseguire od ostacolare, ma mai ignorare
  • Silvia Ronchey, oltre a numerosi saggi specialistici e alle traduzioni dal greco bizantino, ha scritto testi di ampia diffusione dedicati alla civiltà bizantina. Per più di vent’anni ha collaborato col quotidiano “La Stampa” ed al suo supplemento dal titolo “Tuttolibri”; mentre, oggi, collabora regolarmente col giornale “La Repubblica”. Ha realizzato interviste a testimoni del secolo quali Claude Lévi-Strauss, Ernst Jünger, Jean-Pierre Vernant ed Elémire Zolla. L’incontro con James Hillman, in particolare, ha dato origine a una duratura collaborazione che si è espressa, oltre che nelle interviste televisive e nel volume dal titolo “L’ultima immagine”, nei due libri-dialogo intitolati “L’anima del mondo” (edito nel 1999 da “Rizzoli”) ed “Il piacere di pensare” (edito nel 2001 da “Rizzoli”). Inoltre, per le emittenti radiofoniche “Rai”, ha realizzato diversi programmi

L’appuntamento, ad ingresso libero, è disponibile anche in diretta streaming sul sito web www.ravennafestival.live. Per maggiori informazioni è necessario telefonare allo 0544 249244, oppure è necessario visitare il sito web www.ravennafestival.org.