Classis Fabbrica delle Arti
Classis Fabbrica delle Arti (Ph. Emma Graziani @emmagrazianifotografie)

Ultimo giorno della “residenza artistica” dedicata alle nuove generazioni

Giorno dopo giorno, Classis Ravenna ha accolto giovani e giovanissimi dai 25 anni in giù che hanno risposto alla Chiamata alle arti, pacifica adunata nata da un’idea di Cristina Mazzavillani Muti e affidata alla direzione artistica di Michele Marco Rossi e Anna Leonardi; così la “fabbrica delle arti” di Classis, grazie anche alla collaborazione con RavennAntica, ha prodotto occasioni per vivere la creatività e condividerla. Giovedì 20 giugno è l’ultima di queste quattro speciali giornate alla scoperta e riscoperta dei linguaggi della nostra epoca. Dalle 10 alle 20 la scena è dei pittori, mosaicisti, musicisti e performer che hanno aderito alla Chiamata per la sezione “invocazione”, aperta a tutti i linguaggi attorno a un tema apparentemente arcano eppure attuale, suggerito dall’intensità delle Sette parole di Sofia Gubajdulina, che assieme alla Sinfonia “degli addii” di Haydn costituisce il programma del concerto con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Marco Angius, con Michele Marco Rossi al violoncello e Samuele Telari alla fisarmonica. Il concerto, originariamente previsto alle 21, è stato anticipato alle 20 e diviso in due parti per evitare la sovrapposizione con la partita Italia-Spagna del campionato europeo di calcio. Dopo il brano di Gubajdulina, il pubblico potrà assistere alla partita sul grande ledwall in sala conferenze; il concerto riprenderà al termine della partita con Haydn. Grazie al sostegno di Hera Group e CNA Ravenna, l’ingresso – dalle 10 fino agli appuntamenti serali – è sempre gratuito, ma il concerto delle 20 è su prenotazione.

“Questo è stato un progetto meraviglioso che la signora Cristina Mazzavillani Muti ha ideato e voluto fortemente e generosamente – spiegano Michele Marco Rossi e Anna Leonardi – L’idea è stata quella di costruire attorno a una serie di concerti una chiamata, cioè un invito alla partecipazione di ragazzi e ragazze, gruppi e artisti a proporre i propri lavori, a presentare il proprio percorso. questo si è concretizzato in quattro giornate a Classis Ravenna, splendido museo la cui direttrice ha entusiasticamente aperto le porte a un alternarsi di artisti che vanno da orchestre a solisti, da artisti visivi a poeti e tanto altro.”

Il brano Sette parole di Sofia Gubaidulina si riferisce alle “sette ultime parole” di Cristo sulla Croce, intese come un’invocazione agli uomini e all’umanità tutta, ma non è necessariamente un punto di vista sacro quello del tema “invocazione” che ha caratterizzato una delle cinque sezioni del bando Chiamata alle arti lanciato a gennaio. Anzi, è una prospettiva profondamente umana quella che è stata declinata dai partecipanti. Perché cos’è l’invocazione se non una richiesta, una speranza, una denuncia, un grido, una preghiera ma anche un’aspirazione in cui ritrovarsi, in cui riconoscersi? In questa giornata si conclude anche il  laboratorio di ricamo con l’artista italo-egiziana Hagar Keshk: parole e pensieri condivisi, scambiati e fissati sulla stoffa saranno parte di un’opera collettiva, un unico grande arazzo esposto nel museo.

Alle 18.30 parte la visita guidata al museo con la responsabile del sito Valeria Lacchini, che racconterà di lusso e potere tra basiliche e domus. Sono ancora visitabili le due mostre temporanee allestite nell’atrio nuovo per le arti visive e nella sala conferenze per la fotografia, in questo caso attorno all’idea di Mediterraneo e con l’installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi.

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org