The Philip Glass Ensemble
The Philip Glass Ensemble

Oggi, domenica 23 giugno, alle 21 al Teatro Alighieri, per la prima volta con colonna sonora per orchestra

È la prima volta che la seminale trilogia cinematografica nata dall’incontro fra Godfrey Reggio e Philip Glass viene proposta in forma integrale con la colonna sonora eseguita dal vivo da un’orchestra – del terzo film, Naqoyqatsi (2002) non esisteva una partitura orchestrale e corale ma solo una scrittura per pochi strumentisti e un violoncello. Succede a Ravenna, il cui Festival è capofila della cordata che ha commissionato la nuova orchestrazione, accanto al Barbican di Londra, il Mupa di Budapest e la National Concert Hall di Dublino. Dopo le serate dedicate rispettivamente a Koyaanisqatsi e Powaqqatsi, domenica 23 giugno, alle 21 al Teatro Alighieri, il trittico si conclude con Naqoyqatsi: Life as War e la performance del Philip Glass Ensemble, dell’Orchestra della Toscana e di Erica Piccotti al violoncello, con la direzione di Michael Riesman. Circa l’ottanta per cento del film utilizza immagini d’archivio, manipolate e intervallate da sequenze generate a computer, così facendo dell’opera stessa una dimostrazione pratica sulla natura sempre più iper-tecnologica della nostra realtà. Le tre serate della trilogia sono state possibili grazie al sostegno di Pirelli.

Come Koyaanisqatsi e Powaqqatsi, anche Naqoyqatsi non ha né trama né personaggi; rinunciando alla pretesa narrativa, la trilogia si propone piuttosto come un grande affresco delle trasformazioni in atto e una visione del prossimo futuro. Ci sono però “movimenti” che sviluppano le coordinate principali di Naqoyqatsi, corrispondenti a tre distinti temi. Il primo riguarda la sostituzione dei linguaggi verbali e dei luoghi reali con codici numerici e realtà virtuali; il secondo si concentra sul parossismo di competizione in cui il successo e il denaro diventano una nuova etica; il terzo mostra come la guerra oggi si presenti, attraverso la tecnologia, come violenza civilizzata (non è irrilevante che il film fosse in produzione al tempo degli attentati delle Torri Gemelle).

“Nei miei film ho cercato di eliminare il primo piano del cinema tradizionale e concentrarmi sul background, quello che normalmente è sfondo – ha spiegato Godfrey Reggio, che ha definito Naqoyqatsi come un cinema virtuale – Ho provato a osservare gli edifici, le folle, i trasporti, l’industrializzazione come entità in sé e per sé… Altrettanto ho fatto con la natura: piuttosto che considerarla qualcosa di inorganico, come una pietra, volevo osservarla in quanto dotata di vita propria, non antropomorfizzata e in relazione agli esseri umani, ma presente da miliardi di anni prima della comparsa dell’uomo (…). Allo stesso modo, in un mondo sintetico e digitale, ho mostrato la presenza di una differente entità, inumana e divoratrice.”

Sebbene gli intenti di Reggio non fossero strettamente quelli di una denuncia ecologista, la trilogia Qatsi rimane uno studio, per immagini e suono, degli effetti dell’Antropocene – l’età dell’uomo. Mentre sequenze di paesaggi naturali come quelle di Koyaanisqatsi sembrano celebrare le meraviglie del Creato, in Naqoyqatsi l’avanzata della tecnologia, del consumismo e della dimensione virtuale si rispecchia sulle immagini e sul montaggio. La sconfitta dell’umanesimo è magistralmente rappresentata dalla sequenza di apertura, quella della Michigan Central Station di Detroit, ormai abbandonata a se stessa e abitata unicamente da lame di luce disegnate dal sole. Poi una Torre di Babele virtuale, a raccontarci di un’umanità ormai incapace di comunicare, proprio quando la rete web sembra rendere ogni cosa a portata di mano. Attraverso la visione infrarossi I volti degli esseri umani si fanno spettri in una realtà da videogame, la cui violenza è accostata a quella reale delle strade in rivolta e dei conflitti armati. Scorrono anche i primi piani protagonisti di un Novecento che non c’è più, da Arafat a Mandela, da Reagan a Bush, passando per Einstein, Fidel, Wojtyla e due donne simbolo di un potere che opprime, Jacqueline Kennedy e Lady Diana. La sintesi perfetta di un mondo non più composto dalle cose, ma dalla loro rappresentazione.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Biglietti spettacolo: posto unico numerato 35 Euro (ridotto 31)

I giovani al Festival: under 18 5 Euro; Carta Giovani Nazionale (18-35 anni): sconto 50%