L’analisi delle chat sui cellulari sequestrati in una precedente inchiesta ha permesso di smascherare un traffico di stupefacenti tra le province di Ravenna, Bologna e Ferrara. Sequestrati oltre due chili di droga e contanti

Nelle prime ore di mercoledì 21 ottobre, la Polizia di Stato di Ravenna, nell’ambito della più vasta operazione antidroga denominata “Zenigata”, ha dato esecuzione a tre decreti di perquisizione delle abitazioni di altrettanti giovani.

Le attività sono state delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna e motivate dai chiari elementi investigativi raccolti dal personale dell’unità specializzata antidroga della Squadra Mobile: nello specifico, nel corso di perquisizioni svolte lo scorso aprile venivano sequestrati a carico di altri indagati, oltre che diversi chili di sostanza stupefacente, anche alcuni cellulari. In tale contesto uno dei perquisiti era stato arrestato.

La precisa analisi dei cellulari in quel contesto rinvenuti ha permesso di delineare contatti tra i precedenti indagati e gli odierni perquisiti: difatti, dalle chat intercorse tra i giovani, gli agenti riuscivano ad isolare conversazioni, immagini e video attestanti una consolidata attività di traffico di stupefacenti.

All’esito dell’attività, sono stati arrestati un 27enne, residente nel lughese, incensurato, che nella sua abitazione deteneva oltre un chilogrammo di hashish e circa seicento grammi di marijuana e un coetaneo, imolese, incensurato, trovato in possesso di circa 735 grammi di hashish, modica quantità di sostanza del tipo MDMA e di 1240 euro in contanti, ritenuti profitto dell’attività di spaccio. In entrambi i casi è stato sequestrato materiale per il confezionamento delle dosi. Il terzo indagato, un 28enne, incensurato, ravennate, è stato segnalato come assuntore perché in possesso di una modica quantità di hashish.

Per il 27enne lughese è stata richiesta la convalida dell’arresto, mentre il secondo è stato collocato agli arresti domiciliari presso la sua abitazione così come disposto delle Procure della Repubblica di Ravenna e Bologna.

La recente operazione antidroga, la cui denominazione aveva preso spunto dal nickname “Lupin III”, utilizzato da uno degli indagati principali sulla piattaforma “Telegram”, aveva già permesso di deferire all’A.G. venti soggetti, effettuare tredici arresti in flagranza e sottoporre a sequestro complessivamente settanta kg fra hashish e marijuana.