ASSEMBLEA DEGLI OPERAI DIPENDENTI DELLE DITTE SUBAPPALTATRICI ALLA ROSETTI MARINO

Assemblea dei lavoratori nella mattinata di martedì

Si è svolta questa mattina, martedì 20 ottobre, a Ravenna, davanti ai cancelli del cantiere della Rosetti Marino, una manifestazione sindacale promossa per accendere i riflettori sulla drammatica situazione dei lavoratori dipendenti dalle imprese appaltatrici coinvolte nell’inchiesta giudiziaria “Mani d’Oro”.

L’indagine della Guardia di Finanza di Ravenna riguarda un ipotetico sistema di somministrazione illecita di manodopera, frodi fiscali e riciclaggio, che vede coinvolte tre società del settore. L’inchiesta sta generando pesanti ripercussioni operative: a seguito dei primi riscontri e del sequestro dei conti correnti delle ditte indagate, i committenti hanno interrotto i rapporti commerciali e allontanato il personale dai cantieri.

A rischiare l’incertezza economica e il posto di lavoro sono circa cento lavoratori, per la maggior parte impegnati presso i cantieri della Rosetti Marino e in altre realtà industriali del territorio. Molti di loro si trovano oggi in una situazione di stallo, con le retribuzioni maturate a rischio causa blocco finanziario delle imprese di provenienza.

“Ci troviamo di fronte a decine di famiglie piombate dall’oggi al domani in una situazione di assoluta incertezza – afferma la FIM CISL Romagna -. I lavoratori sono le prime e incolpevoli vittime di questa vicenda: spesso operano in condizioni di grande vulnerabilità e, senza loro alcuna colpa, oggi rischiano non solo di non percepire le mensilità arretrate, ma di perdere definitivamente l’occupazione. È una condizione inaccettabile. Chiediamo la massima responsabilità sociale a tutti i soggetti coinvolti, a partire dai committenti principali come la Rosetti Marino” – chiede la sigla sindacale -.“Di fronte al blocco dei conti delle aziende appaltatrici, occorre individuare subito soluzioni straordinarie per garantire la continuità occupazionale e la tutela degli stipendi. I committenti devono farsi carico della tenuta della filiera e intervenire dove necessario per coprire le spettanze dei lavoratori. Nessuno deve restare con il cerino in mano. Questa vicenda dimostra ancora una volta i rischi legati a catene di appalti e subappalti non sempre trasparenti e sufficientemente presidiate. Servono strumenti di controllo più rigidi ed efficaci sulle condizioni di lavoro e sulla regolarità delle imprese lungo tutta la filiera industriale ravennate, affinché la legalità e la tutela della dignità del lavoro siano garantite sempre e ovunque”.

La Cgil lamenta: “Rosetti Marino si rifiuta di parlare con i lavoratori delle aziende in appalto e di farsi carico delle loro retribuzioni”

Come riporta la Fiom Cgil in una nota, il presidio “si è reso necessario per convincere i vertici di Rosetti Marino Spa a farsi carico del pagamento delle retribuzioni dei circa 100 lavoratori coinvolti, in quanto responsabile in solido dei lavoratori delle aziende in appalto presso i propri cantieri”.

“Innanzitutto – sottolinea il Segretario Generale Andrea Mingozzi –, abbiamo riportato al management presente all’incontro, la volontà di un confronto immediato coi lavoratori in presidio che desideravano mettere al corrente della difficile situazione in cui si vengono a trovare, per responsabilità altrui. L’azienda ha rifiutato nettamente questo tipo di interlocuzione. Inoltre, durante l’incontro l’azienda ha dichiarato a più riprese di non sentirsi obbligata in alcun modo nei confronti di queste maestranze, poiché quello che conosce di questa situazione lo ha appreso dalla stampa. Questo tipo di risposta per noi è inaccettabile. Dichiarando ciò e rifiutando il pagamento delle retribuzioni di settembre, che i lavoratori avrebbero dovuto ricevere nella giornata odierna, e il dialogo con i lavoratori, l’azienda condanna all’invisibilità diverse persone che negli anni, a vario titolo, hanno lavorato stabilmente nei loro cantieri, contribuendo alla ricchezza ed ai profitti aziendali. È inammissibile questo tipo di atteggiamento e ci adopereremo in ogni modo affinché Rosetti Marino cambi atteggiamento o sia costretto a cambiarlo da un provvedimento che la obblighi a corrispondere le retribuzioni. Pertanto, proseguiremo nei prossimi giorni con le azioni di mobilitazione e tutela individuale, fino a che non saranno saldate tutte le spettanze dovute”.