
Nell’Indice criminalità che riporta dati del Viminale del 2023, la nostra provincia resta più o meno stabile, ma è quinta per furti in casa
Pubblicata dal Sole24Ore la classifica dell’Indice criminalità 2024, una fotografia sulla sicurezza delle 106 province italiane basata sul numero di reati denunciati sul territorio nell’anno precedente, in rapporto alla popolazione residente.
Rispetto alla classifica precedente Ravenna resta più o meno stabile, al 20esimo posto (era 21esima), molto alle spalle di Rimini (4°) e Bologna (6°), ma sopra a Forlì-Cesena (32°).
15.534 le denunce totali nel 2023, 4.011,1 ogni 100mila abitanti.
Prima nella non felice graduatoria è Milano, con oltre 7mila denunce ogni 100mila abitanti.
In generale però sono le province del Centro-Nord a dominare la classifica, occupando tutta la top 20 a parte Roma (2°) e Napoli (12°) .
Gli indicatori
Diversi gli indicatori che penalizzano Ravenna.
In particolare gli “Omicidi colposi”, dove la nostra provincia è 7° in Italia, nonostante un netto calo (era prima l’anno scorso). Nello specifica calano anche gli “Omicidi colposi da incidente stradale”: nei dati 2022 Ravenna era prima in Italia con 24 denunce, nel 2023 ridotte a 12 (8° posto).
8° posto anche per “Violenze sessuali”, con 60 denunce totali nel 2023. Ben 538 le denunce per “Lesioni dolose”, che valgono un 12° posto. 14° posizione nella categoria “Altri delitti” in generale, 18° per le “Percosse” (137 denunce).
Uno dei dati che salta più all’occhio è però quello relativo alla macro-categoria “Furti”, dove Ravenna è 20° con 6.611 denunce, 367 in più rispetto ai dati 2022. In particolare il risultato peggiore è quello sui “Furti in abitazione”, 5° posto con 1.504 denunce, ma soprattutto un grosso incremento rispetto al 2022, quando le denunce erano state 1.206 (17° posto in Italia).
Attenzione però: non bisogna dimenticare che in passato Ravenna era stata diverse volte anche prima in questa categoria, e i furti in casa risultano più che dimezzati rispetto a 10 anni fa (nel 2014 le denunce erano state 3.289).
E il calo non riguarda solo i furti, perché le 15.534 denunce totali del 2023 sono nettamente meno delle 23.241 del 2015.
Tra i dati più positivi spiccano invece le zero denunce in diverse categorie, tra cui anche “Associazione di tipo mafioso”. Le altre sono: “Infanticidi”, “Omicidio preterintenzionale”, “Incendi boschivi”, “Associazione per produzione o traffico di stupefacenti”, “Contrabbando”, “Usura”, “Violazione alla proprietà intellettuale” e “Rapine in uffici postali”.










