
L’azienda ravennate si dichiara estranea all’indagine e attribuisce ad altre società le inadempienze contrattuali
Dopo la protesta dei sindacati per la situazione dei lavoratori delle aziende coinvolte nell’inchiesta Mani d’Oro, interviene Rosetti Marino, che, per voce del proprio presidente Stefano Silvestroni, contesta alcune delle dichiarazioni attribuitele dalle organizzazioni sindacali e ribadisce la propria disponibilità al confronto.
In una nota, la società ravennate smentisce di aver dichiarato di non sentirsi in alcun modo obbligata nei confronti delle maestranze e precisa di essere totalmente estranea all’indagine della Guardia di Finanza, che riguarda altre società. Rosetti Marino specifica inoltre di aver avuto rapporti contrattuali diretti soltanto con una di queste, la Secom Service.
L’azienda afferma di aver subito danni economici e reputazionali a causa delle gravi inadempienze contrattuali contestate a Secom Service, riservandosi di tutelare i propri interessi nelle sedi opportune.
Sul fronte dei lavoratori, che attendono il pagamento delle retribuzioni arretrate dopo le ripercussioni dell’inchiesta sui rapporti di appalto, Rosetti Marino dichiara di essere disponibile a individuare soluzioni con i rappresentanti delle maestranze, nel rispetto dei vincoli posti dall’autorità giudiziaria e della normativa vigente. L’obiettivo dichiarato è venire incontro, per quanto possibile, alle aspettative dei dipendenti che non hanno ancora ricevuto quanto dovuto dal proprio datore di lavoro.










